Ceci n’est pas un blog

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Sono Alessandra e batto bandiera genovese…

La Segnalibri‘…perché i miei libri non sono piú intonsi dopo che li ho letti… diventano pezzi di me…e, in piena libertà, ci lascio: impronte, miliardi di colori e sottolineature, post it, pié di pagina ecc.

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Chi scrive i nostri libri

Julio Cortàzar

Edizioni Sur

Lo consiglio e straconsiglio.

Volete passare qualche ora insieme a Cortàzar ? Il suo epistolario lo consente. Letteratura, Vita, Invenzione, Quotidiano e Stra-ordinario coincidono in questo stupefacente Artista. In queste lettere non c’è parola fuori posto e ugualmente il pensiero è profondo, originale e coerente. Cortàzar è anche divertente..ci informa e ci intrattiene. Lui stesso domanda: “Chi scrive i nostri libri?” Non lo sa..le idee gli arrivano come un uccello che entra dalla finestra. L’analisi critica stupisce pure lui..è tale la bellezza della sua penna e il fascino delle sue creazioni letterarie che non puoi sbagliarti nel definire Letteratura, delle più pure, ciò che scrive. C. Ti dá felicità, ti lascia energia. L’importante è non approcciarsi a lui come un ‘lettore-femmina’ cioè passivo…C. cerca spiriti amici che litighino anche, nel cammino della lettura, con lui, ma vivi e presenti. Appare sempre se stesso, sia quando è alle prime armi, sia quando lo definiscono un classico.

‘Nessuno è classico, se non lo vuole. Io sono sempre lo stesso sconcertato cronopio che dopo aver fatto 20000 km scopre di non aver tolto il freno a mano’.

✍️E così ci racconta di quando ha creato in strada e nei caffè i CRONOPIOS..bestiole inventate, deliziose, tenere che gli appaiono ovunque, nella zuppa e nei sogni che gli hanno stropicciato la pagina, in alto, a sinistra. Tante sono le lettere che ho segnato..le più toccanti, quelle su Rayuela.. difende il libro strenuamente, si compiace quando qualcuno ne coglie il senso di rottura, di controromanzo, di libertà..si definisce più uno scrittore di racconti, che un romanziere. Strepitosa la sua ironia sferzante sulla mediocrità dei critici e lettori americani, sull’incapibilità degli italiani, sull’iperintellettualismo, sui giornalisti (“dal buon giornalismo viene fuori cattiva letteratura”), sulle promozioni dei libri e i firmacopie (vere pagliacciate). Non ama gli altri scrittori..tranne G. Marquez e O. Paz..dice di non aver mai voluto incontrarli per timidezza e disinteresse. Contenuto e impaginazione per lui hanno lo stesso valore e come ogni grande autore è meticoloso, pignolo circa l’impaginazione, la virgola, gli spazi tra le righe, la copertina (con tanto di disegnini), il dorso del libro (quello che rimane all’occhio quando lo metti in libreria).

L’ultima lettera, il 20 gennaio 1984, dice di stare molto male, ci saluta con affetto, il malandato Julio, e tu pensi: ” che assurdità non esserci conosciuti tanti anni fa..passare insieme in rassegna il mondo..lavargli la faccia..renderlo più tollerabile…”

..addio Julio, barlume geniale e nascosto in un mare di foglie secche…

#Bookstagram, ovvero il coraggio di dire no

Io, l’ago nel pagliaio in #bookstagram

IL RIFUGIO DELL'IRCOCERVO

Il social è morto, lunga vita al social!
Sembra ormai assodato: Facebook è out, fuori moda, abbandonato. Instagram è il social del presente, forse del futuro. Se su Facebook si litiga, si schernisce, si urla (la netiquette è ormai sconosciuta ai più), su Instagram sembrano regnare la bellezza e la condivisione. Il numero di utenti è fortemente cresciuto negli ultimi mesi, e accanto ai grandi nomi della moda, del cibo, del lifestyle si sono ritagliati uno spazio anche microinfluencer e piccole community agguerrite.

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Luglio 2018. Prima o poi.

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Ho paura del tuo amore; prima o poi mi offenderai, per il fatto che adesso mi ami tanto. (Viktor Šklovskij)

Luglio 2018. La libertà e le nuvole

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Rimase l’inclinazione allo scisma: un naturale bisogno di farmi male alla ferita sempre aperta. Un configurare ogni rapporto col mondo che a sé m’invita, al rapporto del mio figliale sadismo, masochismo: per cui non sono nato, e sono qui solo come un animale senza nome: da nulla consacrato, non appartenente a nessuno, libero d’una libertà che mi ha massacrato.

__ Pier Paolo Pasolini – “Poesia in forma di rosa” __

Luglio 2018. Ci sono. Senza essere.

Le pulci sognano di comprarsi un cane, e i nessuno di smarrire la miseria: sognano un giorno magico che piova d’improvviso la fortuna, che la fortuna piova a catinelle. Ma la fortuna non piove mai, né ieri, né oggi, né domani, nemmeno a goccioline, per tanto che la invochino i nessuno, o gli pruda la mano sinistra, o scendano il letto col piede destro, o comincino l’anno nuovo rinnovando la scopa.
I nulla: figli di nulla, padroni di nulla.

I nessuno: i niente, gli annientati, i senza fiato, morti di vita, fottuti, fottutissimi.

Quelli che ci sono senza essere.

Che non parlano lingue, ma dialetti.

Che non professano religioni, ma superstizioni.

Che non fanno arte, ma artigianato.

Che non hanno una cultura, ma un folklore.

Che non sono esseri umani, ma espedienti umani.

Braccia senza volto.

Numeri senza nome, che non figurano nella storia universale, ma nella cronaca nera della stampa locale.

I nessuno, che costano meno della pallottola che li uccide.

( Eduardo Galeano Il libro degli abbracci – Sperling & Kupfer )

Luglio 2018. A Pà…

non si puo scindere

…non si puo’ scindere
l’amare dal capire…

Pier Paolo Pasolini

Luglio 2018. Parole e Amore.

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Mi spiace principessa,
sono lento ad amare.
Credimi, è inesperienza.
L’incapacità di mostrare affetto,
i lunghi minuti senza parole
e poi forse un maldestro sfiorare
mentre sorseggio vino, mentre ogni volta
ho pensato “Diglielo!”. Ma non l’ho fatto.
Invece rimango inquieto e pensoso,
come mi dicono facciano i bambini in adolescenza,
Ma non ho detto: “Ho percorso miglia
Fa così freddo fuori, per esserti accanto
senza piani o sotterfugi in testa,
so che sembro morto, imbronciato e silenzioso
ma il mio bisogno più grande è essere con
te, in silenzio.

Non riesco a parlare di persona
parlo per telefono
senza guardare negli occhi, e poi dico
quello che di persona taccio.
Sono triste e lunatico,
e il tuo ottimismo mi allieta la vita.
No, non interpretare male il mio silenzio”.
Sono silenzioso in due modi.
Se ce ne fosse un terzo, non ti guarderei
lavorare a maglia,
stando seduto a mettere un bottone, così.
Il fiore di plastica spostato.
I suoi occhiali, nuovi, posati sul naso
che conosco
Riceverebbe il mio bacio se glielo dessi.
Ma continuo a sedere, possibilità incantate
e meravigliato della mia stupidità.
Ma non esserne ingannata.
Nella mia testa ci sono migliaia di parole
per ciascuna canzone d’amore.

Lou Reed